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La Cucina Romana

Il carattere della cucina romana è decisamente rustico, genuino, fatto principalmente di ingredienti della tradizione contadina e rurale.

La cucina romana racchiude in sé la storia di Roma, il suo passato e le sue innumerevoli influenze. Da ingredienti semplici, spesso poveri, sono nati grandi piatti, ricchi di sapore, gusto e carattere.

Non mancano tra le ricette della cucina romana influenze culinarie ebraiche, evidenti in piatti come i carciofi alla giudia, l’abacchio brodettato o le alici con l’indivia.

Tra i piatti tipici romani non si possono escludere quelli a base di “quinto quarto” (le interiora), ovvero quella cucina dei macellai romani che alla fine dell’800 diedero vita a piatti come la coda alla vaccinara, la pagliata di vitella e le animelle.

Trippa, rognoni e coratella, tutte parti considerate poco pregiate, ma che se cucinate nel modo giusto permettono la realizzazione di piatti dal gusto ricco e stuzzicante.

Capisaldi della cucina romana sono anche i primi piatti: amatriciana, carbonara, cacio e pepe , gricia e tanto altro. Tutti piatti preparati secondo ricette tramandate di generazione in generazione in ambito familiare.

Nella tradizione culinaria romana non mancano le farinate e i legumi. Tra questi ultimi, in particolare, i ceci erano apprezzati sia sulla tavola dei ricchi che dei meno abbienti. Conditi con un po’ di olio aprivano il pasto della sera. Poi, nel corso dei tempi, vennero creati tanti piatti e zuppe in cui i legumi sono i veri protagonisti.

Sono genuinità e semplicità i segreti della cucina romana, una cucina che tratta con estrema cura e rispetto ogni materia prima offerta dalla natura. È una cucina che nasce dall’estro e dalla fantasia di chi aveva l’esigenza di trarre dei piatti dai pochi ingredienti poveri a disposizione.