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Grattechecca romana: storia e tradizione di questo dessert

grattachecca romanaLess is more, diceva un geniale architetto tedesco. Ed è vero anche nel mondo della cucina: alle volte meno ingredienti ci sono, più la cosa che abbiamo davanti è deliziosa. Un caso esemplare è quello della grattachecca romana, dessert ghiacciato diventato alla portata di tutti più di un secolo fa.

Ghiaccio, frutta e sciroppi: un mix che riesce a colpire nel segno nonostante l’incredibile semplicità e che sembra avere una storia antichissima. Pare, infatti, che già gli antichi romani si organizzassero per conservare la neve invernale in apposite buche scavati nella terra.

Una volta giunta la bella stagione, la neve veniva recuperata, pressata e poi “condita” con miele d’acacia, succhi zuccherini e tanta frutta in pezzi. Rinfrescarsi con la grattachecca romana era d’obbligo specie a fine banchetto, dopo una lunga maratona a base di cibi grassi.

Con il passare dei secoli, invece, si trovò decisamente più funzionale realizzare dei blocchi di ghiaccio ad hoc. Nel Novecento, dei chioschetti nei quartieri di Trastevere cominciarono proprio a recuperare questi blocchi di ghiaccio e a trasformare la grattachecca in un dessert da strada.

Il blocco di ghiaccio viene grattato dai grattacheccari con l’aiuto di un apposito strumento: una specie di grattugia cava all’interno, che ha il compito di raccogliere il ghiaccio macinato a neve, che viene poi messo dentro un bicchiere. A questo vengono aggiunti pezzi di frutta e sciroppi fruttati e colorati.

Così descritta, la grattachecca romana potrebbe rimandare la mente a una granita, ma così non è. Anzi: chiamarla granita è praticamente un’offesa. La granita viene infatti realizzata mescolando l’acqua a zucchero e sciroppi e viene messa a congelare e lavorata per ottenere un risultato pastoso e morbido.

La grattachecca romana, invece, nasce dall’azione più “rude” del grattare il ghiaccio puro, che acquista sapore solo in congiunzione agli elementi aggiuntivi ma che apporta una fondamentale croccantezza, imprescindibile per caratterizzare la ricetta.

29 Maggio 2019
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