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Puls: un’antica ricetta della cucina romana

puls antica romaSi dice che fosse cremosa e dal profumo delicato e invitante. Si dice anche che potesse essere sia dolce che salata.

Ciò che è certo è che la puls fosse una delle ricette più diffuse e apprezzate dell’Antica Roma.

Per semplificare l’immaginazione di questo piatto potremmo descriverlo come una sorta di polenta, la cui consistenza, però, poteva richiamare anche quella del porridge inglese a seconda degli ingredienti usati.
La puls era generalmente a base di cereali: gli Antichi Romani raccoglievano e macinavano il grano, oppure il miglio, o ancora il farro, e ne facevano una farina non finissima che veniva poi lasciata bollire fino ad acquistare una consistenza morbida.
All’inizio, per via del fatto che bastavano pochi ingredienti per farne grandi quantità, la puls era un cibo destinato ai soldati. Veniva preparata in un grande paiolo in metallo e poi distribuita all’interno del contubernio, la tenda dove i soldati vivevano.
Con il passare del tempo divenne invece un cibo piuttosto comune, amato sia dai Patrizi che dai Plebei. Ciò che cambiava, ovviamente, erano gli ingredienti: se le classi povere si accontentavano di condire il puls con verdure o scarti di animali, per i Patrizi le varianti erano molte di più.

Durante i banchetti la puls poteva essere servita con pesce appena pescato, carne d’agnello, verdure freschissime e, ovviamente, con una grande quantità di spezie. Non era raro nemmeno l’accostamento con il moretum, un tipo di formaggio cremoso con erbe e noci.
La variante più pregiata della puls era la cosiddetta puls punica: il cereale utilizzato per fare la farina di base era il farro medio, chiamato alica, che veniva poi unito in cottura a uova, miele e formaggio dolce.
Qualsiasi fosse la variante, di sicuro era una vera golosità che si gustava in famiglia, attorno al tavolo e immancabilmente accompagnata dal vino.

28 Febbraio 2020
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