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La bruschetta: una ricetta semplice e gradita da tutti

 La bruschetta è uno dei piatti che ai giorni nostri è conosciuto e apprezzato da tutti, anche se le origini sono molto antiche.

Ai tempi degli antichi romani non si mangiava come ai giorni nostri, ma si usava consumare i pasti stando sdraiati. Basta osservare gli affreschi che rappresentano i banchetti romani, per accorgersi di questa particolare usanza, che tra l’altro non prevedeva l’uso di posate. Si portavano le carni e i pesci in grandi vassoi, dai quali ciascuno prendeva ciò che desiderava, lo mangiava o usava consumare il cibo posandolo su fette di pane. Questa usanza alimentare può essere considerata l’antenata della bruschetta odierna.

Il termine bruschetta sembra essere proprio un adattamento del temine bruscare, che appartiene al dialetto romano/laziale primitivo. In particolare le origini del pane bruscato sono da ricercare nelle abitazioni dei contadini, che, per dare nuova vita a pagnotte rafferme, le scottavano sulla legna ardente del forno o del camino. La sua evoluzione ha portato questa parola a diventare di uso comune nella lingua italiana, mantenendo l’originario significato di bruciare o cuocere.

Da un inizio legato quindi ad un contesto povero, quale quello dei contadini, che solitamente usavano abbrustolire il pane e poi bagnarlo nel brodo o nel vino per renderlo mangiabile, piano piano la bruschetta è diventata come la tavolozza di un pittore, condita con svariati alimenti, ma in ogni caso sempre piena di colori senza dimenticare la freschezza e la tipicità dei prodotti.

Nel Lazio se ne trovano varie versioni, alla ponticiana, che consiste in fette di pane rosolate nel burro e ricoperte con mozzarella, prosciutto crudo e funghi trifolati ed infine infornate, alla romana, condite con mozzarella, sale, pepe e burro, prima informate e poi ricoperte con una salsina a base di burro, acciughe e prezzemolo, o ancora alla velletrana, fette di pane condite con pâté di fegato, prosciutto cotto e porcini trifolati.

Anche sul pane ci sono diverse tendenze. Alcuni usano il pane casalingo, altri le fruste bianche da crostini. C’è chi tosta il pane e chi lo frigge nel burro, altri infine lo lasciano al naturale, o chi bagna le bruschette nel brodo, chi nel vinsanto e chi li lascia asciutti.

Non resta che notare come, ancora una volta, nella storia alimentare, una preparazione ritenuta di scarso valore e legata ad un contesto essenzialmente povero, ha invece saputo superare lo scoglio del tempo per rimanere immutata, fino ad arrivare sulle nostre tavole.

26 Luglio 2017
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