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La sambuca: l’origine romana di un liquore inconfondibile

sambuca

Il liquore sambuca è da sempre legato, a livello mondiale, al nome di Angelo Molinari, considerato l’inventore del distillato. Ma in realtà la sua origine è diversa: a chi si deve la prima ricetta di questa famosa bevanda?

Luigi Manzi, nella sua distilleria sita nel porto di Civitavecchia, ideò la prima ricetta della sambuca. Solo in seguito questa venne adottata e rivisitata da Molinari. La prima versione del liquore che nasce per deliziare il palato dopo il pasto risale quindi al 1851. Nel giro di poco tempo, la sambuca divenne una peculiarità romana, tanto da attirare l’attenzione di Angelo Molinari.

Giunto a Civitavecchia, Molinari decise di sperimentare una nuova ricetta, prendendo ispirazione da quella di Manzi.
Ma qual è la differenza tra le due ricette? La ricetta di Luigi Manzi prevede l’anice verde, mentre quella di Molinari, del 1945, richiede l’utilizzo dell’anice stellato.

La paternità della sambuca appartiene quindi di diritto a Manzi. Ma è obbligatorio sottolineare che il successo di questo liquore si deve soprattutto a Molinari: la sua ricetta ha dato il via a un processo che ha portato alla nascita e alla fama della Sambuca Molinari.

Oltre che alle caratteristiche della ricetta, quindi, e alla bontà di questo liquore, il successo della sambuca è dipeso anche dall’abilità commerciale di Molinari che, al rientro dall’Etiopia, si dedicò alla produzione in proprio di questo distillato.

Oggi la sambuca continua a essere prodotta a Civitavecchia ed è famosa in tutto il mondo. Si può gustare liscia, con ghiaccio, o nella sua variante “con la mosca” (cioè con l’aggiunta di un chicco di caffè). C’è poi anche chi ama utilizzarla per correggere il caffè o come ingrediente nei cocktail. In ogni caso, si tratta di un distillato dal sapore decisamente unico e apprezzato dai palati più fini.

29 Agosto 2020
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