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Il Pangiallo, la pagnotta dorata di tradizione romana

Pangiallo romanoGialla come l’oro, la pagnotta di antica tradizione romana che porta il nome di Pangiallo è ancora oggi una ricetta di successo. Nonostante le tante varianti, rimane un dolce tipico della gastronomia locale con il suo impasto fatto di frutta secca, miele e cedro candito.

Simbolo dell’arrivo della bella stagione, il Pangiallo era un dolce tipico nella Roma imperiale in occasione del solstizio d’inverno. Secondo la leggenda il 25 dicembre, durante la festa istituita da Aureliano “il natale del sole invincibile”, le mogli dei contadini dovevano regalare ai notabili del luogo il Pangiallo come buon auspicio.

Il giallo della glassa rappresentava il ritorno della fortuna e della bella stagione. Ancora oggi, la tradizione vuole che il pangiallo venga cucinato in casa e regalato per le feste natalizie ad amici e parenti.

La glassa, però, rimane un mistero: secondo alcune ricette bastano le spezie, come lo zafferano, per colorare l’impasto e quindi la superficie del dolce; secondo altre, invece, è necessario ricoprire il pangiallo con uno strato di pastella d’uovo prima della cottura.

Ottima alternativa al pandoro e al panettone, il pangiallo non è popolare come un tempo ma in molti ricordano la tradizione culinaria che gli si ricollega: molte pasticcerie, infatti, producono ancora questo dolce, soprattutto ai Castelli romani. Al di là della ricetta originaria, però, oggi esistono molte varianti come il pangiallo viterbese al quale si aggiunge il pepe.

6 Dicembre 2018
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