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Antica Roma: il cavolfiore come rimedio

Il cavolfiore è un alimento nutriente ma anche un rimedio naturale per alcuni disturbi dell’organismo: nell’antica Roma era famoso per le sue numerose proprietà, conosciuto come “provvidenziale medicina”.

Greci e romani ne erano già a conoscenza: il cavolfiore non è solo un gustoso ingrediente di molte ricette, ma anche un rimedio naturale contro molti disturbi dell’organismo. Nell’antica Roma era coltivato per combattere ulcere, irritazioni, ferite e infezioni.

Protagonista anche nell’arte, venne ritratto in molti quadri come frutto dalle enormi proprietà. Il cavolfiore era immancabile alimento nei banchetti dell’epoca romana, era persino utilizzato per attutire gli effetti dell’alcool.

Dal bianco al bianco crema, fino al viola, esistono diverse varietà di cavolfiore, ognuna con importanti proprietà per il corpo. Quali? All’interno del cavolo romano si trovano tante vitamine, ma la più importante (nonché quella presente in quantità maggiore) è la vitamina C, in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi.

Quali sono i benefici del cavolfiore romano? È un forte emolliente e antianemico, antitumorale, è un ottimo cicatrizzante e diuretico; è composto dalla maggior parte di acqua e ha una concentrazione altissima di sali minerali come zolfo, magnesio, potassio, calcio e fosforo. Secondo alcune ricerche, il cavolfiore aiuta a prevenire il cancro al colon e l’ulcera, curando anche l’anemia.

Facilmente reperibile, il cavolfiore romano dà il meglio di sé in inverno. Grazie al suo sapore versatile, è protagonista di molte ricette tra primi e secondi, da mangiare crudo o cotto. Può essere mangiato come insalata a crudo, aggiungendo olio e aromi, oppure cotto, in forma asciutta oppure come ingrediente delle zuppe.

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