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Trippa alla romana: un piatto povero ma ricco di gusto

 

trippa alla romanaLa trippa alla romana è uno dei piatti più poveri della cucina romana popolare ma allo stesso tempo anche uno dei più gustosi: un secondo a base di frattaglia di vitello cotta con sugo di pomodoro e insaporita con pecorino romano e mentuccia.

Si tratta di un piatto poco ricercato, preparato con il cosiddetto quinto quarto dell’animale, presente nella tradizione culinaria romana già da lungo tempo.

Tradizionalmente, nel Lazio, la trippa alla romana veniva mangiata il sabato, dopo il digiuno dalla carne del venerdì , e ancora oggi in alcune osterie e trattorie di Roma si può trovare la scritta “Sabato Trippa!”.

In passato i macellai disponevano nei banconi dei loro negozi la carne da vendere per il pranzo della domenica: le parti più pregiate venivano acquistate dai nobili, alle classi meno abbienti rimanevano le frattaglie, con cui spesso veniva preparata la trippa alla romana.

La trippa alla romana, sebbene sia un piatto povero, è una ricetta molto gustosa e apprezzata in tutta Italia. Un tempo si impiegava molto tempo per cucinarla, perché si comprava sporca e bisognava pulirla bene prima di cuocerla, oggi invece viene venduta pronta per la cottura, alcune volte anche precotta. In genere, si trova già tagliata a striscioline e la si deve solo bollire per farle acquistare morbidezza e fare in modo che assorba gli aromi con cui viene cucinata.

La trippa viene preparata in moltissime regioni d’Italia e ne esistono mille varianti: alla milanese, allo zafferano, in umido, con i fagioli, alla bolognese, alla fraschetta, alla parmigiana, alla toscana e tante altre.

Quella romana è sicuramente una delle più famose e viene preparata in umido con una base di sugo al pomodoro ma ciò che la rende unica è la presenza della mentuccia romana, che contrasta l’untuosità del piatto e gli conferisce un gusto fresco e inconfondibile.

 

16 Maggio 2016
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